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 Pensierini di una mente bacata in vacanza Riduci

Ecco la raccolta disordinata di pensieri, fantasie e considerazioni che ho "elaborato" durante le vacanze estive del 2006, in Istria


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 10-08 Rimorchi Riduci
Primo giorno di vacanza dagli zii di Udine. La loro ditta di autotrasporti è ben avviata: i cinque camion praticamente non stanno quasi mai fermi. Quello col carico di carta tra poco parte per Milano, due sono fuori per servire un'azienda di costruzioni che ha un grande cantiere a Savona, quello blu va agganciato al rimorchio con sopra due grandi tubi in cemento, e infine, il capofamiglia è appena partito con il bilico grigio. Tornerà domattina per prendere un nuovo carico.
La zia, oltre ad essere una perfetta padrona di casa e cuoca provetta, si occupa della piccola contabilità: ci sono da seguire tre autisti, oltre al marito ed ai due figli grandi.
Io mi sentivo quasi bambino, felice di seguire lo zio su e giù dai camion da preparare: spostare una motrice da un rimorchio all'altro, agganciare con cura i cavi di collegamento, preparare i documenti di viaggio. Mancava solo di dover fare il pieno di gasolio alla pompa in cortile....

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 11-08 Odio Riduci
Odio, quando sono ospite e devo andare al bagno, il fatto di non aver modo di coprire i rumori.. Soprattutto quando in casa c'è silenzio, la cosa diventa ancor più imbarazzante.
 
In estremo silenzio, dunque, mi sto sforzando di scaricare tutto il savrappiù che ho accumulato in corpo, in soli due giorni di vacanza. Ma cavolo! È un'operazione lunga e laboriosa. Oltretutto, come sempre mi succede quando viaggio e quindi "cambio aria", il mio corpo diventa restio e quel poco che lascia uscire emana un tanfo incredibile! Sono le sei del mattino, passate da poco, come faccio a lasciare la stanza da bagno in tali condizioni? Per via del sistema d'allarme, non si può aprire la finestra... Ops! m'è scappata una puzzetta rumorosa...
 
Dunque, sono ancora a metà del lavoro, ma mi sono scocciato di stare qui ad aspettare per far tutto in silenzio... Ora smetto, torno a letto, il resto lo farò più tardi, coperto dai rumori della giornata.
 
Cavolo! Sto bagno, enorme e bellissimo, c'ha il bidet lontano tre metri..... È pieno di gingilli, di tantissime bottigliette mignon di profumi, una dozzina di asciugamani ed altro ancora, ma non c'è traccia di un deodorante per coprire la puzza! Mi guardo e riguardo attorno, ma nulla. Ah, quanto mi manca la classica latta di air tolette, quella che aveva una decina di profumazioni differenti e che da ragazzo mi faceva compagnia in cesso. Capitava spesso di andare al bagno a mani vuote e trovare che li mancavano i vari giornali, giornalini, fumetti, cronaca-vera o sorrisi-e-canzoni-tv; quindi, l'unica cosa da leggere e a portata di mano erano le istruzioni e le lunghissime indicazioni sulla tolla del deodorante, air tolette, appunto. Ora che devo abbandonare questa grande stanza da bagno dalle piastrelle bi-colore verde acqua firmate Ungaro Paris, mi manca l'air tolette.
 
Pazienza.

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 11-08 Over 60 Riduci
Veloce viaggetto fino al capoluogo, Udine, per sbrigare una pratica alla motorizzazione. Poi, giusto per non smentire il solito tran-tran, si va al super per fare la spesa. Con l'aggravante che oltre alla moglie c'è anche la zia! Che poi, in realtà, è una personcina amabile e tanto dolce, per cui non m'è pesato più di tanto girare tra gli scaffali col carrello.
 
Sorpresa: questa settimana il centro commerciale offre uno sconto del venti per cento a tutti i clienti over sessanta. Quindi, vai a riempire ancor di più il carrello: domani grande grigliata, per cui scorta di vari tipi di carne. E poi pesce, formaggi, affettati, insomma trecentoventi euro di spesa, con quaranta di sconto!
 
Vorrei anche io avere lo stesso smalto, la stessa grinta ed energia di questa zia friulana, quando avrò raggiunto la possibilità di ottenere un tale sconto. Che il destino mi conservi intonso, amen.
 

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 11-08 Tubi giganti Riduci
Da oggi, tutti i camion sono impegnati a servire una grande azienda di costruzioni che nel tempo si è specializzata nella messa in opera di micro-tunnel. Si tratta di tunnel di servizio atti ad ospitare tubazioni di trasporto gas o altre servitù. Il lavoro più impegnativo è quello che vede due o tre autisti costantemente impegnati a far la spola tra la provincia di Padova, dove fabbricano i grossi tubi, ed il porto di Savona, dove è attivo il cantiere. Li stanno costruendo un tunnel di un chilometro e mezzo che parte da un molo del grande porto mercantile, passa sotto il mare, sotto parte della città, per poi salire, con un'inclinazione del quattordici per cento, verso la collina dove si trova il punto di stoccaggio del carbone. Il tunnel, infatti, serve ad ospitare i nastri per il trasporto automatico del carbone dal punto di attracco delle navi al centro di smistamento.
Fino ad oggi tale passaggio veniva fatto attraverso la città con migliaia di viaggi di camion. Hanno calcolato che entro massimo due anni, i risparmi generati dal non usare i camion copriranno le spese per la creazione del sistema di trasporto automatico. Senza considerare i vantaggi ecologici. Insomma, si tratta di un lavoro veramente importante, dal rilevante impatto sulla città e di elevata complessità realizzativa. Basti pensare che servono circa quattrocentoventi tubi giganti, da due metri di diametro e tre di lunghezza. Per trasportare i quali, la ditta costruttrice si è rivolta ad un'azienda di trasporti di sicuro affidamento. Quella degli zii. Gente tosta, i friulani!

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 12-08 idromassaggio Riduci
Ancora nel grande bagno padronale, sono preda di mille e più bolle che mi massaggiano per bene tutto il corpo. È un peccato che l'impianto sia un po’ troppo rumoroso per essere al top del relax, ma tant'è che il suo bel effetto, tra il divertente e rilassante, lo fa ugualmente. Le bolle martellano dolcemente il mio corpo sulla schiena, nei fianchi, sulle cosce e nei piedi. Con il capo appoggiato al bordo, lascio che la mente venga fatta preda dai ricordi della giornata appena passata. Dopo pochi momenti, mi sovviene la complicata vicenda raccontata dalla zia, circa la giovane badante rumena che hanno avuto in casa per quasi due mesi, per assisterla nella degenza dopo l'operazione al piede. Irina, il suo nome; capelli biondi occhi chiari, un viso da angelo. Queste le parole della zia per descriverla. Quello che però lei non ha detto, e che la mia immaginazione aggiunge, ne da una figura lievemente diversa. Me la immagino snella, dalle curve perfette, vestita con capi attillati per far risaltare il tanga sulle chiappe e le morbide tette che dominano il busto. Collo abbastanza lungo, disegno del volto longilineo con gli zigomi in rilievo, fronte ampia con sopracciglia bionde, ma un po’ più scure dei capelli.
 
Le bolle continuano a svolgere il benefico lavorio su tutto il mio corpo. Tanto per variare un po’, provo a spostarmi di qualche centimetro in modo da lasciar colpire dai vari getti d'aria qualche porzione di pelle ancora inesplorata. Ad un tratto, sento il massaggio deciso arrivarmi proprio là sotto, sotto il prezioso sacchettino. Ferma tutto. Che figata! Resto in quella posizione per assaporare meglio il tocco gentile ma insieme deciso, delle bolle su quella delicata parte.
Godo...
Veramente spettacolare. Faccio qualche altro piccolo spostamento col bacino e così porto ancor meglio a favor di bolla la miglior zona erogena maschile.
Continuo a godere…
E la mia mente torna ad elaborare immagini fantasiose su Irina.
 
Ora la venticinquenne badante rumena ha il volto di una delle tante porno attrici dell'est. Con i capelli raccolti sulla nuca, si sta dando da fare con me, nell'enorme vasca. Sento le sue mani accarezzarmi il corpo, la sua calda bocca gingillare il mio gingillo. Che improvvisamente si è levato tra i flutti, fiero ambasciatore del mio crescente godimento. La situazione diventa quindi così interessante che si richiede un diretto intervento manuense. Per cui inizio ad arrangiarmi per bene, sempre immaginandomi sotto le cure della bella badante, diventata ora una dispensatrice esperta di piaceri maschili. Bastano pochi tocchi e son pronto.

Ah, che godimento, l'idromassaggio... Irinico !


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 12-08 senza carene Riduci
Due motrici da verniciare, diecimila euro! E senza le carene. Questo tizio ha fatto male i conti... Sentirò qualche altro.
 
Sono le parole di Alex riferite ai suoi contatti per avere dei preventivi. Vabbè che suo padre non fa altro che dirmi quanto siano attivi e gran lavoratori, da cui si può desumere che economicamente sono messi bene, ma il carrozziere evidentemente è un ladro.
 

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 18-08 Effetto azzurri (ad un mese dalla vittoria dei mondiali 2006) Riduci
Il villaggio scelto per le vacanze in Croazia è veramente bello e ben organizzato. Noi abbiamo un appartamento con due camere due bagni e sala-cucina, ideale per due coppie. È ricavato in una specie di villetta che ospita due appartamenti e che fa parte di un complesso molto carino, in cui le villette sono disposte a cerchio, in modo da lasciare molto spazio tra una e l'altra. In questa area, ci sono moltissimi italiani, ma i nostri vicini sono due coppie di tedeschi, con due ragazzini, un maschio ed una femmina, forse cugini o forse amici di lunga data. Da quando sono arrivati, continuiamo a chiederci chi dorme nei letti matrimoniali delle due camere e chi invece occupa il divano letto nel soggiorno. Forse proprio i due ragazzini?
 
Le giornate trascorrono serene ed in vero relax: gli amici con cui dividiamo l'intimità del tran tran del vacanziero quotidiano, Isa e Gius, sono affabili, simpatici, cortesi e non si fanno problemi di sorta. Per cui, a parte il bruto tempo che pare deciso ad ogni costo a disturbare le ferie agostane, tutto procede secondo un disegno prestabilito che si basa su due elementi fondamentali: tranquillità e libertà. Nessuno stress e nessun tipo di impegno o costrizione nello scegliere come passare il tempo. Le due coppie hanno la possibilità di essere autonome. Certo, però, che noi maschietti abbiamo ritmi diversi dalle mogli. Gius, per esempio, ama alzarsi tardi al mattino, cosa che anche io tendo ad apprezzare, mentre Kla e Isa sono ben più mattiniere; lunghi, poi, i nostri tempi di stazionamento alla toilette, muniti di giornale. Per questo le donne hanno voluto due bagni....
A colazione, le diverse abitudini spiccano ancor più che durante gli altri pasti. Lo si capisce dalla quantità esagerata di differenti cibi che portiamo in tavola: fette biscottate philadelphia caffè e biscotti tipo macine per Ste, tè yogurt brioches pane e biscotti al miele per Gius, latte di riso e cereali per Kla, brioche integrale o nulla per Isa. Con aggiunta di succo all'arancia. Insomma, si fa fatica a gestire tutta questa roba, a tavola, che apparecchiamo fuori sulla veranda.
 
Per trascorrere la giornata, il villaggio offre tre piscine, una lunga spiaggia di ciotolini, escursioni, animazioni varie, centro massaggi, negozi, bar ristoranti. Insomma, un'ampia gamma di possibilità. Abbiamo passato le prime due uscite passeggiando in lungo ed in largo per il villaggio, rendendoci conto di quanto sia enorme e comunque ben organizzato. Oltre alle varie tipologie di appartamenti, il posto ospita moltissimi campeggiatori ed offre sistemazioni in almeno tre differenti tipi di mobilhomes e bungalows non in muratura. Girando per le stradine, abbiamo potuto constatare che le case in muratura sono occupate in gran parte da italiani, mentre bungalows e mobilhomes sono preferite quasi esclusivamente da stranieri, tedeschi e francesi.
Le giornate scorrono lente e serene. Il cruccio principale sono le nuvole: ogni mattina, quasi non riesci a capire come potrebbe evolvere la giornata, se farà bello o pioverà. Ieri, per esempio, nel dubbio se valesse la pena prepararsi e portare le nuove ed ergonomiche seggioline da spiaggia "fino" in riva al mare, abbiamo deciso di attendere l'evoluzione meteorologica della giornata giocando. In quasi una settimana abbiamo giocato a scala quaranta, a paroliamo, a "saltinmente" (nomi, cose, città...), a tabù, alle associazioni tra parole; insomma, un vasto campionario che comprende anche la battaglia navale, mentre la mini scacchiera resta ancora intonsa nella sua custodia. Ovviamente non mancano libri, riviste, giornali ed enigmistiche. Ieri è stato il turno di tabù. (- E trombare, no…? ;-)  Nota del Revisore… , cioè dello stesso autore che fa la revisione di questi pensierini a due anni esatti dalla loro nascita, deciso – forse – a pubblicarli)
 
La cosa che più adoro è ghignare dal profondo dell'animo, anche a squarcia gola, quando la risata di sgorga inarrestabile per qualche battuta o aneddoto raccontato in compagnia.
Con questa coppia di amici (e così veniamo al nocciolo di questo pensierino, di cui forse sto perdendo il filo, trasformandolo in uno di quei temi sulle vacanze, che la maestra ti affibbiava i primi giorni di scuola), non è raro divertirsi di gusto facendo quattro chiacchiere. Gius, ricordando fatti e vicende di quando era giovane, inizia a raccontare di quando, frequentando amici ex-allievi del liceo Manzoni, giocava a pallone con il figlio di Craxi. Un pirla già allora, primi anni ottanta. Lui, dice, giocava in porta, un portiere molto scarso, ed io stavo in difesa e lo prendevo in giro in continuazione. Si intromette Isa, per sottolineare ironicamente le sue qualità calcistiche: eh, già! mentre praticamente tu eri come Cannavaro....
Al suono di questa parola, il nome del capitano campione del mondo, mi intrometto io, a mia volta, facendo una citazione dalla telecronoca della semifinale: CANNAVARO!!! Ancora lui, CANNAVARO. Palla a Totti, si gira, Gilardino, avanza Gilardino... Passa a Del Piero, Del Pieroooo.... GOOOOOLLLLL!!!! Due a zero, andiamo a BERLINOOO!!!!
E mentre recito queste frasi, Gius mi segue sottolineando anche lui a voce i nomi degli eroi di Germania 2006. Io, che sembro riposseduto dalla tranche agonistica di quella sera, mi agito sulla sedia, muovendo freneticamente le braccia, quasi inginocchiandomi a terra sul gol di Del Piero.
Come noi, anche i vicini di casa fanno colazione nel patio, i tedeschi. Io gli ero di spalle ma le nostre due donne hanno ben visto le loro facce cambiare e farsi prima curiose per il vociare nostro e poi più serie, con un sorriso tirato, quando hanno capito che stavamo rievocando la ormai mitica semifinale Germania Italia, 0-2.
 
Oops... ;-)

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 20-08 Pola, Fasana e Brioni Riduci
L'Istria. Pensare che queste terre e queste genti fino a poco più di cinquanta anni fa erano italiani, fa un certo effetto. Nei ricordi d'infanzia, associo questa regione a TeleCapodistria, una delle pochissime alternative al monopolio tv italiano. Le altre erano telemontecarlo e la tv svizzera, con il suo scacciapensieri del sabato sera. Ma delle tre reti, era quella con il simbolo Koper ad esercitare il maggior fascino. Anche se i suoi programmi erano un mistero…
Crescendo, sentii parlare di Tito prima e degli orrori delle Foibe poi, e, unitamente agli orrori della guerra civile, tali eventi mi fecero scadere il vetusto mito di quella terra; tant'è che mai negli anni venne presa in considerazione come meta di vacanze. Fino a quest'anno.
 
Pola è la capitale economica dell'intera area, e, come tutte le città volte alle attività produttive, ha ben poco da lasciare ai turisti. Vista la grande arena romanica ed altri ruderi di quella grande civiltà (italica), non ci sono molte fotografie che ci ricorderanno di questa città, che durante la seconda guerra mondiale era un importante base portuale per gli U-Boot nazisti. Gli edifici hanno gli evidenti segni di un passato non lontano di nazionalizzazione, aggraviati dall'incuria dei nuovi proprietari, poco abituati ad occuparsi delle “proprie cose”. Tutto ciò rende molto più forte il disgusto per lo stato di semi abbandono della gran parte dei palazzi, rispetto al fascino esercitato da qualche angolo caratteristico del centro storico.
 
Molto più accattivante, pur nella sua trascuratezza di centro enormemente minore, Fasana, antica cittadina di pescatori, che negli ultimi cento anni ha sempre vissuto di luce riflessa dall'arcipelago di Brioni. Nei secoli passati, nell'epoca della repubblica di Venezia, era un punto forse più importante di Pola. Nelle acque antistanti la chiesetta gotica del XV secolo, nel 1369 l'ammiraglio veneziano Vittor Pisani fu sconfitto dal genovese Luciano Doria, che però fu ucciso in battaglia. Nello stretto braccio di mare tra Fasana e Brioni, ampio due o tre chilometri, ad una profondità massima di una cinquantina di metri, giacciono i resti di molte navi da guerra affondate in quella grande battaglia in cui perirono circa millesettecento uomini.
Il dominio di Genova durò, però, pochi mesi, così tutta la penisola istriana fu soggetta a Venezia fino alla fine del settecento.
Sono molti i paesi in cui chiese e palazzi mostrano evidenti i segni dello stile veneziano. Come il campanile della stessa chiesa di Fasana, la cui piazza di domenica viene occupata da ogni sorta di artista della zona per esporre le proprie opere e composizioni. Dal porticciolo, proseguendo a piedi sul lungomare e la spiaggia verso sud, si arriva al villaggio turistico dove siamo ospiti; prendendo un battello, invece, si arriva all'isola di Brioni.
 
Queste isole, un tempo di proprietà di alcune famiglie venete, vennero vendute ad un ricco austriaco, un tal Paul qualcosa, alla fine del diciannovesimo secolo. Questi le bonificò e pian piano le trasformò in un rinomato sito residenziale per la ricca borghesia, con tanto di campo di golf, il più grande d'Europa a quei tempi. Per debellare la persistente malaria (fatto che gli stava rovinando gli affari), venne addirittura ingaggiato lo scienziato Robert Kock, che ne individuò i ricettacoli nelle paludi e nelle zanzare che vi si trovavano. Le prime furono prosciugate quasi del tutto e le seconde sparirono, e con loro i casi malarici. Le sorti economiche del buon Paul qualcosa erano salve!
Quando il padrone delle isole morì, nel 1922, queste erano al loro apice della fama. Ma il figlio erede dilapidò tutto il patrimonio e, qualche anno dopo la sua morte per suicidio avvenuta nel trenta, il governo italiano confiscò le isole (Signora maestra! Non sono riuscito a scoprire chi fosse al governo. Il Gianni dice Silvio…).
Poi giunse la guerra ed i tedeschi vi installarono una guarnigione che fu oggetto di pesanti bombardamenti alleati, che distrussero gran parte dei belli e lussuosi edifici. Nel quarantacinque il fronte di liberazione popolare liberò le isole e due anni dopo il dittatore slavo Tito vi installò la propria sede estiva. Da quel momento le isole furono periodicamente al centro di eventi politici e mondani, molti di caratura mondiale. In un vecchio palazzo, è stata allestita una mostra fotografica monotematica sul grande dittatore, ripreso in una miriade di istantanee con svariati personaggi, da Castro e la regina Elisabetta, alla Loren. Oltre millecinquecento delegazioni, oltre novanta presidenti di sessanta diversi paesi furono ricevuti da Tito alla Biela Villa di Brioni. Molti dei visitatori portarono in dono animali tipici dei loro luoghi: Sonny e Danka, per esempio, sono due elefanti indiani regalati da Indira Gandhi, una dei maggiori fautori del consesso dei paesi non allineati.
Furono talmente tanti i “doni animati” ricevuti che ne è stato ricavato una specie di zoo safari, mentre moltissimi animali vennero impagliati e sono in mostra al piano sottostante alla monografia titina. Più di duecento specie animali, ma nessuna bestia fu uccisa, furono infatti imbalsamate dopo una morte naturale; come i quattro cuccioli di giraffa che, avendo solo un mese di vita, giunsero morti sull'isola...
 
Molto più affascinanti, però, sono due altre attrattive dell'isola. (E così, avendo ancora una volta accontentato la mia Signora Maestra, veniamo al vero punto che ci interessa),
I resti di una villa romana (abbiate pazienza...), che rendono molto bene l'idea della complessa struttura residenziale, a protezione della quale, sulla piccola antistante insenatura, i romani avevano posto una grande catena. Questa, sommersa e lunga un chilometro da un capo all'altro della baia, all'arrivo di navi ostili veniva alzata per impedirne il passaggio.
E poi, il bel culo, stretto e sodo (olè! Ci siamo!), della giovanissima cassiera dell'unico negozio di souvenier, che piace molto anche per il carino nasino all'insù, incastonato con armonia in un viso magro e lungo, e attorniato da una folta chioma di ricci d'orati. Non una gran gnocca, ok, ma di lungo la più bella cosa che c'è, su sta cazzo di isola di Brioni… ;-)

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 21-08 Prova d'amicizia Riduci
Cos'è l'amicizia? Come si riconoscono gli amici veri?
Vabbè, trattandosi di pensierini di una mente bacata non dovrei trattare di argomenti tanto complessi che meriterebbero certo dissertazioni più compiute. Anche perchè sono in vacanza e non ne ho molta voglia...
Ma almeno alla seconda domanda voglio dedicare questo breve mio scarabocchio informatico (questi pensierini, infatti, sono tutti digitati in pochi giorni sul Blackberry – non sapete cos’è? www.blackberry.com – non avete internet?? Beh, impiccatevi! ).
Dunque, parliamo di amici. Quei due che stanno dividendo con noi questi giorni in Istria, per fare un esempio a caso. I primi a portata di mano. Altrove ho scritto di bella compagnia, serenità e relax, ok, non che ora stia per rinnegare quel pensierino, forse un po’ troppo idealizzato, ma non avevo fatto riferimenti al sentimento che ci lega.
 
Credo... Ora faccio save ed esc, e vado a controllare.
 
Ok, fatto. Avevo scritto di amici, cortesi, simpatici e senza problemi. Senza ulteriori approfondimenti, che ora mi va di approfondire. Sicuro che, quando saremo tornati i città, tutti riassorbiti ciascuno dal proprio tran-tran, non si metteranno certo a leggere tali parole che pubblicherò sul mio sito web (non avete internet? Eh, pazientata fino alla stampa cartacea della raccolta), visto l'interesse che stanno dimostrando per le cose che mi stanno a cuore...
 
E così veniamo al nocciolo della questione: loro due sono tra le prime persone a cui lo scorso anno consegnai le prime disordinate bozze del mio libro. Prima di partire per le vacanze, avevo fatto tardi una sera in ufficio proprio per stampare e rilegare la seconda versione per poterglielo dare da leggere in vacanza. E loro? non lo cagano nemmeno. Oltretutto, pazienza per questi scarabocchi su pixel, ma nemmeno mostrare una minima partecipazione ed interesse verso il mio mini-romanzo, quello che sto scrivendo in questi giorni. Eh nooo, proprio non mi piace. Vedeste quanto cazzo si mostrano scocciati quando chiedo loro, impudente!, di tanto in tanto (o forse troppo spesso?!), un parere su una frase, la ricerca di un sinonimo, un conforto sulla trama...
 
Ecco, dunque; se voi foste uno che non ha mai scritto e che improvvisamente viene colto da una “frenesia artistica”, che si presenta nella forma di una marea, una forte ed immensa ondata di idee, spunti, trame per cui vi risulta estremamente facile scrivere e buttar giù bozze; se questa cosa fosse diventata per voi un'importante passione, uno spunto su cui puntare magari per mettervi anche alla prova; e se addirittura foste sul punto di autofinanziarvi la stampa delle prime (e sperabilmente non uniche) mille copie del libro, con tanto di piano marketing e sito internet. Insomma, se voi foste in una situazione come la mia, in cui neanche la persona più vicina - leggi: moglie - si interessa della vostra passione per cui non può che aumentare il desiderio e la necessità di un confronto con altri circa quello che scrivo, dunque, non vi aspettereste da due "veri" amici che leggessero quelle minchia di cazzo di duecento scarse paginette che avete scritto con sittanto impegno???
 
Se un amico mi desse un suo libro chiedendomi un parere, ecco, magari non in due giorni, ma in un mesetto o anche un anno io lo leggerei... Anche fosse una cagata, almeno glielo potrei dire, con sincerità.
 
Ecco, questa non sarebbe una prova d'amicizia? Cazzo, poi per carità, Gius soprattutto è un tesoro d'uomo, anche se interista... Però qui resto deluso.
 
Sob... :-(

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 22-08 Prontuario di salute vacanziera 1/2 Riduci
Si presenta qui, una mini guida con alcuni suggerimenti utili alla sopravvivenza di mariti (o fidanzati) in vacanza, accompagnati da una o più coppie di amici e/o parenti, in cui le donne sono tra loro molto amiche.
Questo prontuario non contempla però le situazioni più complesse in cui si abbia la prole al seguito, sciagurata casistica ignorata dallo scrivente, per cui forse servirebbe di più un rosario.
 
Premessa:
tanto più, nel corso dell'ultimo anno, le donne hanno passato tempo a parlare tra loro delle rispettive vite di coppia, tanto peggio saranno le successive vacanze. E ciò è vero in modo completamente indipendente da quando (agosto, pasqua, natale), dove (mare, monti, hotel, villaggio, casa) e come (in aereo, auto, camper) si svolgeranno le vacanze. Infatti, durante i loro lunghi colloqui, spesso telefonici, si saranno raccontate vicendevolmente di quanto siano così e cosà gli uomini, cioè voi, arrivando alla conclusione che siete praticamente uguali. Come lo sono praticamente tutti gli uomini sposati. Nel senso che avete tutti gli stessi difetti. E questa cosa avrà effetti devastanti.
 
A) viaggio
Anche se dove come e quando sono stati fintamente concordati tra le parti avverse (uomini, donne), non importa per cosa e nemmeno per come, ma al primo intoppo (coda al casello, ritardo dell'aereo, smarrimento dei bagagli) la colpa sarà immancabilmente dell'incauto e malcapitato uomo. Tu.
Così sarà pure al secondo intoppo e successivi.
E non varrà nulla far notare che la rotta stradale tracciata due settimane prima da loro, si basava su una cartina vecchia, dunque errata. Dovevi uscire al casello prima, me lo sentivo che c'era coda: bla bla bla; perchè "abbiamo" scelto questa compagnia aerea, che c'ha perso le mutande e le scarpe (quando "loro" l'hanno scelta, in quanto low-cost).
Quindi, amici, armatevi di ettolitri di santa pazienza, da assumere possibilmente per endovena, tanto alla dogana non fanno i test anti doping.
 
B) giochi
Nel tempo libero, evitare i giochi troppo competitivi con squadre noi-loro, in quanto le donne tendono ad avere una innata quanto spiccata attitudine a qualsiasi gioco, sport esclusi.
Niente tornei, dunque, di scopone, di scala quaranta, di tabù o rubamazzetto e simili, se le squadre sono donne contro uomini. Esse infatti avranno uno spropositato culo, i jolly non avranno altri padroni, gli assi troneggeranno dalle loro mani.
E quand'anche così non fosse, le vostre metà si trasformeranno in fameliche cerchiobottiste, pronte ad interpretare le regole in modo rigido o permissivo, a seconda che giovi o meno alla loro classifica generale.
Infine, incapaci di mantenere la bocca chiusa per più di due minuti, faranno di tutto per portarvi all'errore, quando sarà il vostro turno, mentre pretenderanno un religioso silenzio quando saranno loro a doversi concentrare, per pensare alla carta migliore da giocare, scegliendola in base a precisi e lunghi calcoli matematici (supportati dal già citato culo).
Non avrete scampo. Ma se malauguratamente riusciste a vincere, magari esultando per l’infrequente evento (orrore!), preparatevi a non veder più il loro pelo per qualche giorno di fila. 
 
C) alloggio
Se soggiornate in albergo, è probabile che le questioni più rilevanti riguarderanno, nell'ordine:
-          la stanza non è linda e completamente asettica (faranno il giro con l’ammuchina),
-          l’aria condizionata è troppo forte (suderete, ah quanto suderete)
-          Come lascerete il braccetto della doccia (troppo alto, troppo basso, girato comunque e sempre dalle parte sbagliata),
-          Idem per l'asse del water,
-          Il fatto di mescolare panni usati (attenzione: usati, non sporchi) con quelli ancora puliti,
-          A colazione fate sempre il doppio giro al buffet,
-          A cena bevete troppo vino, e, anche a causa di questo, non prestate la dovuta attenzione ai loro discorsi.
 
Se invece soggiornate in una casa, andate sicuramente incontro ad ulteriori complicazioni. Del tipo: questa casa non è un albergo ed anche lei è in vacanza. Ma non basterà che vi offriate di corvee al lavaggio dei piatti, una o più volte dovrete fare le stesse cose che si fanno durante l'anno: spazzare, rassettare, lavare. Quanto meno collaborare a tali operazioni. Solo che qui sentirete la mancanza del panno magico e dell'aspirapolvere. Non l'avreste mai detto!
 
Non oso immaginare cosa possa essere la vita in camper che, per quanto maxi, resta pur sempre uno spazio ristretto. A quanto sopra, credo si aggiunga l'aggravante delle rumorose e fastidiose lungaggini maschili alla toilette. Dove, che capzto!, non c'è manco lo spazio per leggere come si deve la gazzetta!

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 23-08 Prontuario di salute vacanziera 2/2 Riduci
(Continua)
 
D) vitto
Qui la situazione si complica in base alle specifiche abitudini o necessità (ma anche vizi veri e propri), tipiche delle donne. Non certo di noi maschietti, usi a scofanarci di tutto.
Dunque, la scelta dei vari menù rischia di diventare un'estenuante lotta di risiko sul tovagliato, che voi, affittuari di tre locali non molto distanti dal mare, avete il compito di predisporre. Pasta di riso per una, grano in bianco per l'altra, olio dietetico, crackers di pane non lievitato, dolcetti di pasta di kamut. E poi: non mi piace la verdura, odio il pesce, aborro la carne se non di tacchino, detesto le uova, schifosamente mal cagate dalle galline... Che ti resta? Uno yogurt, ma attenti che non favorisca oltremisura il corretto processo digestivo!
 
Vedrete che, dopo una buona dose di bromuro, riuscirete a superare le crisi per la somministrazione col contagocce di fritti misti, birre, grigliate, pizze, piadine e quant'altro vi troverete a bramar di poter liberamente mangiare in un banalissimo hotel riviera della Romagna.
 
E) gite
Sono forse le situazioni più pericolose da affrontare, soprattutto se fatte con mezzi guidati da voi (la vostra auto, ma anche una motoslitta affittata). Primo: pregate che il mezzo non vi giochi qualche scherzo; poi, una volta "concordati" - diciamo così… - itinerario, ora di partenza e ritorno, la cena, il vostro vestiario e la pressione dei pneumatici (che non è suggerita dalla casa... Noo...), dovete verificare quattro volte (la prudenza a volte...), di:
-          aver preso una bottiglia da bere,
-          aver messo nello zaino la macchina fotografica,
-          aver messo lo zaino in macchina, ma nascosto dietro i sedili,
-          avere il cellulare che prende (avrete fatto, un mese fa, lo screening delle varie tariffe dei dodici operatori disponibili... No? Azz...),
-          aver messo la crema solare, anche se avete la camicia,
-          aver chiuso la porta
-          e, perchè no? aver chiuso il gas a casa vostra in città, chiuso a tripla mandata ed inserito l'antifurto, prima della partenza per la vacanza, dieci giorni addietro.
 
Solo se tutta questa lista sarà stata "checkata" (inteso: verificata positivamente), potrete affrontare i primi tre chilometri del viaggio-gita in cui le donne, dai sedili posteriori, vi vomiteranno a raffica le summenzionate domande (ma non sono da escludere new entry dell'ultimo metro).
 
Poi, una volta raggiunta la meta, inizia il pellegrinaggio pedestre a corto-medio raggio. Supponiamo siate in una città o centro straniero. Dopo che avranno scelto il sito del parcheggio, iniziate a passeggiare tra viali, vie, viottoli mano nella mano. Poi, alla quindicesima vetrina e settimo negozio visitato, iniziate a mostrare segni di cedimento psicofisico. Attenzione! È importante, per voi e per tutta la categoria, riprendersi subito. Cercate ristoro, basta anche una fontanella per sciacquarvi il torpore provocato dall'estenuante conteggio delle insegne e/o marche di negozi più o meno famosi (toh... Un benetton, maddai, limoni?!), che avete incrociato cammin facendo. 
State quasi certi che quella volta in cui voi vi attarderete a leggere un manifesto o un cartello con cenni sulla storia del luogo, verrete tacciati di comportamento asociale. Mica possiamo stare qui ad aspettare te che ti leggi tutte le minchiate scritte in inglese, no? Certo. Mentre gli uomini possono e devono stare fuori dai negozi (i più fortunati che riescono a sganciarsi con scuse varie, tipo: mi allaccio la stringa, anche se hanno le ciabatte), fuori ad aspettare "loro" che comprano oggetti e regalini vari, perfino uno per quella cavolo di collega che per di più gli sta sulle palle. Cavolo ci spendi pure dei soldi, anche fossero solo tre euro al cambio attuale?!? (By the way, come state coi tassi di cambio? Fatta la lista di dove conviene cambiare, fosse anche di qualche centesimo? Noo? Azz... Vostri!).
Ai maschietti fuori dai negozi, per ingannare l’attesa, non resta altro da fare che aggiornare le varie classifiche: quella della miglior gnocca, del miglior culo, delle migliori tette. Mirando e rimirando come due piccole - si fa per dire - vedette lombarde in terra straniera le grazie di qualunque esemplare femminile che gli passi innanzi. Stando attendi a non farsi beccare... Dalle vostre donne ma anche dai vari accompagnatori delle inconsapevoli concorrenti, in genere tanto più fisicamente dotati e pericolosi quanto più gnocche son le tipe che state lumando. Quindi, occhio!
 
Una volta placata la smania di foto (dai, perchè non vi mettete voi due vicino alla grande àncora? Ancòra!… E accanto alla statua, facendo finta di toccarle le poppe?!? - tanto la figura dei pirla e sporcaccioni la fate voi li davanti, non loro dietro l'obiettivo, che se fosse veramente tale ci darebbe ragione rifiutandosi di scattare) e, dicevo, finito anche lo shopping, il rientro. Ma attenzione, fate rigorosamente a ritroso la stessa strada dell'andata, non sia mai che la vostra proposta fosse più breve, interessante o meglio... Tanto che cambia?! Che fretta avete? La cena è quasi pronta, voi dovete solo apparecchiare... Dunque, dove volete mai andare???
 
In ufficio….
 

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 24-08 Larissa Riduci
Al negozio che vende prodotti per il campeggio, la ragazza che serve al banco mi ha colpito. Non per la sua bellezza che, anzi, non è esattamente il suo punto forte, ma per due ragioni molto diverse tra loro. Una è la sua disponibilità verso i clienti, molto grande senza mai essere insistente. Si prodiga molto nello spiegare per filo e per segno, in un italiano stentato misto ad qualche vocabolo inglese, tutti i dettagli dei vari prodotti che vengono addocchiati dai clienti. Ci sono capitato più di una volta e, alla mia seconda visita, avevo quasi interpretato (cioè: male interpretato) questo suo atteggiamento, quasi un mettersi in mostra, a me che ero l'unica persona nel negozio, come una sorta di segnale di tipo sensuale. Quasi convinto che il mio fascino avesse avuto su di lei un altro tipo di effetto rispetto alla mera opportunità di vendita. Ma poi, tornatoci una terza volta, ma accompagnato, l'ho vista comportarsi esattamente come prima. Doveva esserci dunque qualcosa di diverso dal mio pseudo fascino da turista italico in costume canotta e ciabatte. Vedendola sforzarsi di cercare vocaboli particolari in italiano e prodigarsi in spiegazioni dettagliate, conclusi che, a parte essere logorroica, la tipa istriana era interessata a praticare la lingua. Non già la mia con la sua o la sua da sola su qualche punto G F H o K, ma semplicemente l'idioma, la lingua italiana.
 
La seconda ragione per cui la commessa mi ha colpito afferisce al suo fascino esotico, che mix di modo di fare e gesticolare, il suono della sua lingua natia ed anche la fisionomia che, per me, l'accomuna molto ad un'altra donna dell'est. Larissa, la russa rossa che lavora al bar di Gianni. In realtà è quella donna, che ha lasciato da tempo l'Ucraina per venire in Italia a lavorare, ad affascinarmi da tempo. Da quando l'ufficio ha cambiato sede e vado al bar di Gianni per il pranzo, almeno un anno circa. Dunque, in questa giovane donna istriana che vende tende, seggiole e attrezzature varie, rivedo la dolce russa quarantenne che si dichiarò in terza persona.
 
Successe un pomeriggio di inizio agosto, verso la fine della pausa pranzo, con poca gente in giro. Una volta servitomi, Gianni raggiunge la cameriera sedendosi sullo sgabello posto sul marciapiede all'ombra. Dai vieni fuori, stai con noi.
D'un tratto, Gianni attacca con una domanda inusuale, cui non avevo fatto molto caso. Ma tu sei sposato? Ah si, e da quanto, ma dai.... La donna, cui non stavo prestando molta attenzione, troppo preso dal panino e dal bicchiere di vino che avevo nelle mani, dopo una breve pausa, si intromette. Con quel suo italiano sgrammaticato Ma sai perchè lui fare domande? Poi, senza aspettare una mia risposta od un cenno, prosegue: perchè c'è un'amica di Gianni molto interessata, che chiede, vuole sapere. Lei quasi innamorata.
Ed io, fingendo sorpresa per stare al gioco: ma dai?!
Segue un'altra pausa in cui io guardo prima la cameriera dai capelli rossi, poi Gianni, lui guarda lei e poi me, lei, arrossata in volto.... Ah, si, sai quante amiche ho, fa Gianni. Una. Ed è russa! E giù risate. Tutti quanti.
Beh, mi fa molto piacere saperlo, dico io. Però peccato... Peccato cosa? Ribatte l'attempato barista pugliese, emulo di Elton John, anche al piano.
Ma dai...
Eh, vedrai!
 
Quando restiamo soli io e lei, prendo il posto sullo sgabello che era di Gianni, rientrato a far cassa nel piccolo locale. Volutamente, usciti gli ultimi avventori, resta dentro, con la scusa di mangiarsi una fetta d'anguria. Nonostante i primi fumi del vino, capisco che il terreno può farsi scivoloso. In fondo, chi sono questi due che, sempre a corto di soldi, vivono in un sottoscala nel retrobottega, dividendo uno spazio angusto? Cosa stanno tramando?
Ma chissene!, decido di stare al gioco ed attacco con lei una conversazione al limite del surreale.
Dì all'amica di Gianni, quando la vedi...
Una conversazione di neanche tanto velate profferte sessuali, infarcite di roboanti frasi nel suo stentato italiano.
Dopo vari giri di parole, era chiaro che, almeno lì, quel giorno, in quel preciso momento, la donna non era intenzionata ad appartarsi nel retro con me. Cosa che invece avevo iniziato ad immaginarmi, complice il vinello. Lei sognava che un giorno la andassi a prendere in macchina o in moto e la portassi via, per sempre. O semplicemente per fare un giro. Stava aspettando una specie di principe sul cavallo bianco. Altrochè sveltina!
 
E allora, ciao! Ci si vede, eh...

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